Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre arti, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica.
Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza USA, 17 Settembre 1787

lunedì 31 dicembre 2012

Hamer: Testimonianza di una biologa

GRAZIE DR. HAMER: NON FINIRO’ MAI DI RIPETERLO

Condivido qui una articolo che ho letto su frontelibero.blogspot.it 

TESTIMONIANZA DI UNA BIOLOGA RICREDUTA

Mi chiamo Iolanda G., ho 55 anni, sono biologa e specialista in ecologia. Sono insegnante di Scienze Matematiche, ma nel mio percorso ho avuto esperienze di informatore scientifico di farmaci ed esperienza di lavoro in laboratorio di analisi in ospedale. Pertanto ho una competenza scientifica che mi porta a valutare un percorso in maniera analitica e con la necessaria precisione.

Desidero riportare la mia esperienza relativamente alla Nuova Medicina Germanica e alle 5 leggi Biologiche della natura scoperte dal dr. Hamer, in quanto ne ho verificato personalmente la veridicità.

Nel 2006 dopo aver compreso la causa di alcune mie “patologie croniche e acute” derivate da conflitti, sono riuscita a risolverle e guarire. Posso fornire a chiunque lo desidera la dovuta documentazione (praticamente una pila enorme di radiografie, diagnosi, ecografie, ecc). Ma sono i fatti quelli che contano, e i fatti sono: “ io sto bene”.

1)  Soffrivo di sinusite e di una tosse cronica praticamente dall’età di 20 anni con spasmi laringei, stati asmatici culminanti perfino in una broncopolmonite (ricovero ospedaliero documentato).

Ho provato tutte le cure esistenti della medicina ufficiale: 3 interventi al setto nasale, antibiotici, vaccini, antiallergici, antiasmatici, antistaminici, cortisonici, cure termali. Queste terapie risolvevano minimamente i problemi e i disturbi continuavano a peggiorare. Medicine alternative: omeopatia, alimentazione, training, yoga, agopuntura con miglioramenti periodici, seguiti da brusche recidive.

Comprendendo la causa, determinata da precisi conflitti descritti con precisione da Hamer, i sintomi sono spariti del tutto da circa 5 anni. E quando qualcosa riaffiora in poche ore riesco a riportare la situazione sotto controllo. Conosco le emozioni che mi hanno causato quei sintomi, non mi fanno più paura, non mi sento più ammalata, ma solo reattiva alle emozioni, quindi viva. In pratica ho riacquistato il controllo del mio corpo.

2)  Dal 2000 ho cominciato a soffrire di gastroesofagite (diagnosi con gastroscopia) e tachicardia culminante in un episodio di tachicardia parossistica (pronto soccorso). Mi è stato consigliato l’intervento di ablazione, che fortunatamente ho rinviato. Mi è stato prescritto il gastroprotettore (omeoprazolo) che ho preso fino a al 2006 accompagnato dalle opportune diete.
La sintomatologia non migliorava, non digerivo quasi nulla, dovevo dormire con due cuscini, la sera non cenavo, e perfino una festa o un invito a cena per me risultava una tortura.

Ma grazie ad Hamer, quando ho compreso la vera causa, determinata da un preciso conflitto, i sintomi sono diminuiti gradualmente, non prendo più l’omeoprazolo, mangio tutto quello che desidero. Quando riaffiora qualche piccolissimo sintomo, conosco bene l’emozione che lo ha generato, sono serena, aspetto il concludersi del processo e riprendo la mia vita normalmente.

3)  Nel 2004 comincio a riportare sintomi dolorosi in diverse parti del corpo che mi impediranno la normale deambulazione: tenovaginite stenosante alle mani; fascite plantare piede dx e poi anche sx; dolori alle creste iliache, ai polsi, ginocchia, lombare (protusione discale L5L6) ecc. il tutto culmina con una diagnosi di fibromialgia.
Le cure prescritte sono pesantissime (rimando), decido di fare alcune sedute di agopuntura che mi alleviano la sofferenza notevolmente, ma la soluzione radicale arriva quando leggo ancora una volta Hamer.

Sono guarita del tutto, qualche dolorino ogni tanto mi riporta alla mia reattività emozionale. Sono un escursionista e speleologa, e nel periodo della malattia ho smesso del tutto la mia attività. Adesso ho ripreso la mia operatività pienamente.

4)  Nel 2002 diagnosi alla tiroide di nodulo misto (cisti con colloide al suo interno) a sx e nodulo misto a dx. Mi prescrivono tirosint che prendo regolarmente.

Ma dal 2006 comincio a comprendere anche in questo caso la causa conflittuale e qualcuno direbbe “quasi miracolosamente” il nodulo di sx sparisce. Normale per la medicina di Hamer. Il nodulo di dx rimpicciolisce o si mantiene costante, ma non mi fa alcuna paura. Conosco il suo significato.

5)  1996 nodulo - fibroadenoma seno destro, asportato chirurgicamente, ma vivo nel terrore di una recidiva, la nonna è morta con cancro al seno e cirrosi epatica (non conoscevo Hamer, mi ero convinta della famosa familiarità, non dimentichiamo che sono biologa).
Nel 2009 in prossimità dell’areola mammaria destra cisti di 5 mm con area sospetta di 3 mm con cono posteriore ipoanecogeno meritevole di approfondimento mammografico.

Il medico è allarmato, io no perché conosco la medicina di Hamer, oramai ho verificato tante e tante volte, giorno, dopo giorno. Non approfondisco un bel niente, so bene qual’è il conflitto. I conflitti non li possiamo evitare, ci insegnano a vivere, ma ho imparato a comprendere e controllare le mie emozioni, ho imparato ad essere flessibile, ho imparato soprattutto a non avere paura, ho imparato che le malattie non esistono, (una biologa fa fatica ad ammetterlo, ma adesso ne sono certa). Si anche i tumori, nel senso che sono solo reazioni alle nostre emozioni, ai nostri conflitti e dipendono anche dalla nostra modalità di percepire gli eventi. In poche parole dopo un anno e mezzo rifaccio l’ecografia e la cisti è sparita. Ma anche se fosse rimasta sono sicura che non avrebbe avuto mai il decorso previsto dalla medicina ufficiale che spesso è causato dalla paura del brutto male, dalla diagnosi infausta, dall’etichetta che gli altri e noi stessi ci affibbiamo di “malati”. Ho visto morire persone care all’interno di reparti di oncologia, e oggi sono sicura che la paura, la diagnosi infausta hanno giocato il ruolo principale.

Potrei continuare ancora perché i conflitti li facciamo continuamente, ci servono per vivere, siamo reattivi e vivi, ed io come tutti ne faccio continuamente. Ma è cambiata la mia modalità di percepire gli eventi.

La Medicina di Hamer è una grande rivoluzione, è scientifica nel vero senso della parola, non è riduzionistica, ma tiene conto della visione olistica del corpo, della mente della psiche. E’ una rivoluzione, ma chi ha studiato embriologia, istologia, evoluzione, biologia, etologia, ecologia, biochimica, fisiologia, con un approccio non settoriale, ma trasversale può riconoscere che questa non solo è scienza pura, ma è anche etica, morale, comportamento, socialità, relazione. In una parola impari a vivere realmente.

Ma non mi illudo, passeranno ancora molti anni. Galileo Galilei insegna.

Avendo lavorato come informatore del farmaco conosco bene certe dinamiche, i protocolli, la ricerca sui farmaci, la sperimentazione, l’approvazione e la registrazione di un farmaco, in poche parole il business.
Se si considera evoluta una società che inventa un virus H1N1 per vendere vaccini, allora siamo ancora all’età della pietra.
Se si considera corretta una informazione che non fa scattare lo scandalo mediatico per quel virus, siamo ancora all’ABC dell’informazione.
Ma sicuramente è più facile farlo scattare per la medicina di Hamer che non promuove grandi interessi economici, ma che piuttosto, per forza di cose, da fastidio al business del farmaco.

Ho scritto questa lettera perché ancora credo che la corretta informazione possa esistere in Italia e nel mondo.
Ringrazio per l’attenzione
Iolanda G.

(una persona che ha ripreso il controllo della sua vita grazie alla medicina di Hamer).

venerdì 28 dicembre 2012

La vita sana e longeva degli Hunza


Gli Hunza la popolazione che in media vive 130-140 anni e non conosce patologie degenerative.

La popolazione degli Hunza non solo vive in media 130-140 anni ma non conosce neppure le nostre tanto temute patologie degenerative, il cancro, malattie del sistema nervoso, ecc..
Vive al confine nord del Pakistan all’interno di una valle sulla catena Himalayana ed è la popolazione in assoluto più longeva della terra.
La nostra èlite medica si vanta di tenere in vita i nostri anziani fino agli 80 anni e oltre. Ebbene, gli Hunza, senza ricorrere ai prodigi della nostra scienza mendica, a cento anni sono vivi, incredibilmente attivi, lavorano ancora nei campi e curano i loro figli con estrema vivacità e vitalità. Le donne Hunza sono ancora prolifiche anche oltre i novant’anni. Chiaramente per riuscire a concepire a tale età, il loro fisico è ancora piuttosto giovanile e non ha nulla a che vedere con le nostre novantenni.
Gli strumenti indiscutibilmente più utili alla loro longevità paiono essere il lungo digiuno a cui sono sottoposti ogni anno, l’alimentazione vegetariana e l’acqua alcalina presente nelle loro terre.

Digiuno e prodotti vegetali
Gli Hunza vivono infatti dei frutti della natura e soffrono anche un lungo periodo di carestia nei mesi invernali. Adottano forzatamente quello che i naturopati definiscono “digiuno terapeutico”. L’altopiano su cui vivono, in Pakistan, è un luogo in gran parte inospitale e non dà raccolto sufficiente per alimentare i 10.000 abitanti Hunza per tutto l’anno.


Coltivano orzo frumento, miglio, grano saraceno e la verdura da orto: pomodori, cavoli, spinaci, rape, piselli e avevano numerosi gli alberi di noci e albicocche, ciliegie, more, pesche, pere e melograni. Fino a marzo però, quando matura l’orzo, digiunano anche per settimane intere (fino a due mesi in semi digiuno) per poter razionare i pochi viveri rimasti in attesa del primo raccolto. 
Il bello è che questa “bizzarra” consuetudine, che secondo vecchi concetti di nutrizionismo porterebbe a debolezza, morte e distruzione, al contrario nel corso degli anni ha prodotto nella popolazione straordinarie capacità di vigore.
Un Hunza può andare camminare tranquillamente per 200 km a passo spedito senza mai fermarsi.
Le forti doti di resistenza sono conosciute in tutto l’oriente, tanto che nelle spedizioni Himalayane, sono assoldati come portatori.

Il digiuno nel mondo animale
Anche in molti animali il digiuno è una cosa normale per la sopravvivenza, nei periodi di carenza di prede. In autunno gli stambecchi, camosci e cervi mangiano molto di più per accumulare grasso per l’ inverno, che a causa dell’ altitudine dove vivono, non permette l’approvvigionamento di cibo sufficiente. Il bello che i violenti scontri che i cervi hanno tra di loro per l’accoppiamento e la successiva fecondazione avvengono proprio in pieno inverno, quindi praticamente a digiuno, che non compromette, anzi enfatizza le loro energie. Gli uccelli migratori mangiano a fine estate più del fabbisogno e quando partono verso i luoghi più caldi sono talmente grassi da pesare il doppio del normale. Ma durante la migrazione, che può arrivare anche a 5000 km, non si fermano mai e a fine corsa il loro perso ritorna normale.
 
I lupi cacciano per giorni, ma poi possono restare per settimane senza mangiare e nello stesso tempo percorrono grandi distanze per procacciare altro cibo, vivendo con il solo grasso corporeo come del resto quasi tutti i predatori. Anche i pesci digiunano, come per esempio il salmone, che nella sua famosa risalita del fiume non ingerisce nulla, nemmeno nel successivo periodo della posa delle uova. In sostanza il digiuno è una condizione che non è quindi nata da 10.000 anni, ma da milioni di anni della storia stessa dell’uomo/animali ed è per questo che apporta molti benefici.

Acqua alcalina
L’ultimo elemento fondamentale per la forza, e la longevità di questo popolo fu la composizione dell’ acqua. Dopo diversi studi emerse che l’acqua degli Hunza possedeva elevato pH (acqua alcalina), con notevole potere antiossidante ed elevato contenuto di minerali colloidali. Effettivamente come sperimentatore e ricercatore indipendente devo dire che digiunare con acqua alcalina è molto più semplice che digiunare con acqua di rubinetto o imbottigliata. L’acidosi metabolica innescata dal digiuno prolungato viene infatti compensata e il ph rimane più stabile.
Per quanto riguarda l’alimentazione ho già spiegato che l’unico frutto a mantenere il ph umano stabile è la mela rossa; nel digiuno invece ci si può aiutare bevendo acqua alcalina, acqua con argilla verde ventilata, o facendo lavaggi interni/esterni con acqua e sale integrale.
Oggi il territorio degli Huntza è stato intaccato dalla società “evoluta” e anche lì sono arrivati cibi spazzatura, farina 0 impoverita, zucchero bianco, sale sbiancato chimicamente, ecc… e con loro le prime carie, le prime problematiche cardiovascolari, i primi problemi reumatici che l’Occidente evoluto conosce bene. In pochi sono riusciti a scampare da questo inquinamento “evolutivo” evitando ogni forma di contagio con usanze e abitudini percepite ad istinto come innaturali e dannose.

Conclusioni
Ragioniamo con calma e chiediamoci se hanno senso le classiche chiacchiere da bar che sentiamo comunemente:
“Aveva 80 anni, per lo meno ha vissuto a lungo e ora ha smesso di soffrire”…
“Ormai ho 35 anni, mi devo sbrigare se voglio avere un bambino”…
“Ho superato i 40 anni, devo stare attento a non esagerare con l’attività fisica”…
“Ho 30 anni, ho le ginocchia a pezzi, dovrò smettere di giocare a pallone”, ecc…
“Signora, a 60 anni è normale pensare ad una dentiera” …
Esiste veramente un orologio biologico incontrovertibile nell’uomo o sono gli stili di vita errati ad accelerare il corso delle lancette?
Hanno senso le ansie di alcune donne che toccati i 30 anni iniziano già a temere di non riuscire ad avere figli “in termpo”?
E’ veramente fisiologico avere ad una certa età menopausa, andropausa, osteoporosi, artrosi, demenza senile …. ?
E’ normale lo scatenarsi di così tante patologie senili, cronico-degenerative, o al sistema nervoso?
Ciò che è normale in una società malata potrebbe essere contro natura o senza senso per un popolo consapevole.

Andrea Conti
Dottore in Fisioterapia
Università degli Studi di Roma

Tratto da: Pianetablunews
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