Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre arti, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica.
Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza USA, 17 Settembre 1787

sabato 12 febbraio 2011

crm197 - cura del cancro

Quella tossina multiuso
Scritto da Administrator   
Monday 03 January 2011
Il settimanale Oggi ha intervistato la Dottoressa Anna Buzzi sul CRM197 e le sue possibili applicazioni in campo oncologico e cardiovascolare.
La Dottoressa ha fatto il punto sullo stadio attuale della ricerca per l'uso del CRM197 come anti tumorale, ricordando come permanga in Italia il consueto disinteresse verso questa terapia a seguito della mai cominciata e mal gestita sperimentazione di Empoli.
Per fortuna, ha aggiunto la figlia del Dottor Buzzi, prosegue, e con risultati sempre più incoraggianti, la sperimentazione giapponese: occorre però tenere sempre presente che il CRM197 non è un chemioterapico, ma un vaccino, da applicare quindi come immunoterapia.
Notevole interesse stanno suscitando anche le ricerche in campo cardiovascolare che stanno rivelando come il CRM197 possa essere un vero e proprio "killer dell'aterosclerosi".
Cliccando sul link sottostante è possibile scaricare l'articolo pubblicato da "Oggi".
Ultimo aggiornamento ( Monday 03 January 2011 )
 
L’oncologia ufficiale scopre le immunoterapie
Scritto da Administrator   
Sunday 26 September 2010
Come ci ricordano i quotidiani, l’oncologia sta facendo molti passi nella direzione delle immunoterapie. In Italia come in altri paesi.
Il concetto che è alla base di questa tendenza è: invece di usare armi necessariamente pesanti contro i tessuti malati, con inevitabili danni anche a carico di tutti i tessuti sani, vista la non specificità dei farmaci, e con effetti spesso transitori, è meglio convogliare le difese proprie dell’organismo, contro le cellule mutate. Questo dovrebbe consentire risultati migliori , più duraturi, e meno gravati da effetti collaterali. Si ritiene che il sistema immunitario di ogni individuo sia in grado di difendersi dalle malattie, anche dal cancro. Occorre capire come aiutare il sistema immunitario a difendersi da quelle forme di malattia, tumori compresi, che tendono a sfuggire al controllo. In generale negli ultimi anni non solo l’oncologia, ma tutta la Medicina ha cercato di curare, quando possibile, stimolando un’azione del sistema immunitario. I vari tentativi fatti in ambito Oncologico, certamente interessanti e promettenti, sono limitati dal fatto che le molecole responsabili dell’attivazione devono essere introdotte nelle cellule con sistemi molto sofisticati e artificiosi, rendendo difficile almeno per ora la realizzazione pratica sull’uomo. Tra questi abbiamo: lo sfruttamento delle cellule sentinella o dendritiche, che vengono “armate” con farmaci e così potenziate e addestrate a riconoscere cellule tumorali; l’uso di vaccini basati su microorganismi da inserire nelle cellule tumorali e contro cui incanalare l’azione del sistema immunitario; le modificazioni del genoma delle cellule neoplastiche o dei microorganismi stessi per ottenere (o per abbinare) una risposta immunologica contro qualche proteina tumorale. A questo proposito, due considerazioni:
  1. il trattamento con CRM197 si distingue perché è l’unico in cui la molecola usata incontra sulla superficie cellulare un suo recettore specifico e vi si aggancia spontaneamente senza la necessità di interventi artificiosi. Il recettore, HB EGF, è presente infatti su tutte le cellule dei mammiferi, ma particolarmente fitto su quelle tumorali e sulle placche aterosclerotiche e consente una attivazione del sistema immunitario contro queste due entità patologiche.
  2. è inoltre giusto sottolineare che la “via immunologica”, proposta come percorso d’avanguardia, ultima frontiera di una ricerca che si rinnova sempre, è in realtà una strada su cui qualcuno cammina pazientemente da 40 anni, tra l’indifferenza dell’Oncologia ufficiale.
D.ssa Anna Maria Buzzi

CRM197

In rete sta circolando un appello, che si fa promotore della speranza che la sperimentazione del crm197 venga, finalmente, autorizzata.
Ma cerchiamo di capire meglio di che cosa si tratta: nella ricerca disperata di ulteriori terapie da affiancare alle cure convenzionali, il Dottor Silvio Buzzi, ha messo a punto una terapia, che per molti rappresenta la speranza di continuare a vivere.
La sostanza che dovrebbe essere utilizzata per la cura è il CRM197, un derivato della tossina difterica. Le ricerche del Dottor Silvio Buzzi sono state ampiamente riconosciute dal mondo scientifico e per questo sono state pubblicate su numerose riviste: The Lancet, Cancer Research e Cancer Immunology Immunotherapy. Nonostante questo, ci sono volute numerose lettere di protesta al Ministro Livia Turco, un'iniziativa parlamentare di Forza Italia e diversi articoli di giornali, prima che il Ministero della Salute accettasse di avviarne la sperimentazione.

ricc2.jpgTutto questo, però, risale ad un anno fa e da allora la sperimentazione non è mai iniziata. Eppure tutto è pronto da tempo e aspetta solo di ricevere l'approvazione. Inoltre sulle fiale è stata affissa una scadenza, novembre del 2007, che anticiperebbe di quasi dieci anni la naturale scadenza del prodotto. E come se non bastasse ai malati senza speranze, che hanno chiesto l'uso compassionevole della sostanza, il farmaco è stato negato, perché non può essere utilizzato sull'uomo senza studi approfonditi.
A questo punto è doveroso ricordare che la CRM197, di cui è stata dimostrata scientificamente nel 1973 la non tossicità, è in commercio da 15 anni e viene utilizzata non solo come vettore di molti vaccini, ma viene spesso somministrata anche ai neonati.

domenica 30 gennaio 2011

Quanto è utile la tac?

L'esame TAC può rivelare tante cose ma in quanti sanno cosa cercare? o meglio: quanti sanno leggere le immagini prodotte da questo particolare e specifico esame?
In questi cinque anni le mie tac sono state visionate pochissimo.
Di solito l'oncologo si è affidato alla lettura del responso più che alla lettura delle immagini. E siccome ora (dopo 5 anni) sono stati "avvistati" dei micronoduli (micro... quindi vedete che l'esame è ben specifico) mi sono precipitata dall'oncologo che non mi ha rassicurata affatto quando mi ha risposto: "può darsi che erano lì già da prima e non se ne sono resi conto".
A questo punto mi chiedo:
"Cosa le ho fatte a fare per 5 anni tutte queste tac se non c'è nessuno che le visioni?"
"Al medico radiologo che le effettua (e ne effettua molte in una giornata, moltiplicato per tanti giorni all'anno...) è mai possibile che possa sfuggire qualcosa?"
"Perché l'oncologo non è in grado di visionare le immagini quanto un radiologo?"
A queste domande mi sono risposta, ovviamente, ma la cosa non mi ha soddisfatta perché non mi ha portata da nessuna parte, se non al desiderio d'imparare a leggere le immagini ;)
Sotto consiglio mi sono anche rivolta ad uno specialista per diagnostica di immagini per sottoporre a confronto le tac precedenti con quella con i micronoduli avvistati, ma nulla di fatto! Il confronto non è stato possibile... Devo ripetere l'esame, mi è stato consigliato.
Ovviamente lo ripeterò ma restano senza risposte soddisfacenti le mie domande.

...nel frattempo che arrivi il giorno dell'appuntamento (già preso!) un po' di meditazione con tanto di mantra per la salute non me la toglie nessuno...

mercoledì 26 gennaio 2011

rimedi fai-da-me

Vivere la vita secondo i propri ritmi non ci fa stare in ansia.
Vivere con l'ansia è dannoso alla salute.
La salute è buona se si vive senza fretta interiore.
(voglio vivere secondo mio ritmo, secondo la richiesta della mia vera essenza, secondo me)

Ascoltare le opinioni degli altri è buona cosa.
Ascoltare i consigli della propria anima è ancora meglio.
Le azioni guidate dalla propria vera essenza sono il prodotto di una vita sana.
(tutti hanno sempre consigli da rifilare, ma io voglio vivere secondo i consigli della mia vera essenza)

E' difficile difendere le proprie conquiste mentali quando non le abbiamo ancora fissate in noi.
Difendere le proprie idee porta (spesso) ad arrabbiarsi.
Arrabbiarsi fa male alla salute.
(non voglio più difendere le mie idee perché non ne ho più bisogno e perché non devo dimostrare niente a nessuno se non a me stessa)

La mia vera essenza è connessa con l'energia universale (mantra del giorno)