Se non mettiamo la Libertà delle Cure mediche nella Costituzione, verrà il tempo in cui la medicina si organizzerà, piano piano e senza farsene accorgere, in una Dittatura nascosta. E il tentativo di limitare l'arte della medicina solo ad una classe di persone, e la negazione di uguali privilegi alle altre arti, rappresenterà la Bastiglia della scienza medica.
Benjamin Rush, firmatario della Dichiarazione d'Indipendenza USA, 17 Settembre 1787

sabato 19 aprile 2014

Aloe: la cura di Padre Zago

Articolo tratto da GreenMe
Più informazioni su: aloe cancro tumori alimentazione vegan 

Aloe arborescens Compton

L'aloe come rimedio anticancro? Dopo la puntata di ieri sera della Iene, in cui si torna a indagare sul legame tra alimentazione e tumore, è tornata alla ribalta la ricetta dell'Aloe Arborescens di Padre Romano Zago, convinto delle proprietà miracolose di questa preparazione, che sarebbe capace di guarire tumori anche in fase avanzata, in breve tempo e senza particolari effetti collaterali.

Avevamo scoperto in redazione qualche tempo fa questo nome e questa ricetta grazie alla segnalazione di una nostra lettrice, che l'aveva sperimentata sul marito malato di cancro (fortunatamente l'uomo è riuscito a sconfiggere il suo male), unitamente alle testimonianze di parenti e amici che hanno intrapreso questo percorso, più o meno felicemente. Cerchiamo di capire di cosa si tratta andando con ordine.

CHI È PADRE ROMANO ZAGO? Nato in Brasile, si legge sul sito a lui dedicato, nell'attuale comune di Progresso, l'11 aprile del 1932, Romano Zago, ascendenti italiani, entra appena undicenne nel seminario Serafico "San Francesco" di Taquari dove porta a termine gli studi. Diviene novizio nel 1952. Studia filosofia a Daltro Filho e Teologia a Divinipolis, in Mato Grosso, e viene ordinato sacerdote nell'ordine dei Frati Minori. È presto nominato professore presso il seminario di Taquari dove aveva iniziato i suoi studi, nel 1971 si laurea anche in lettere ed insegna Francese, Spagnolo, Portoghese e Latino nelle varie case del suo ordine. Nel 1991 viene inviato a prestare il proprio servizio in Israele, dove prosegue nell'insegnamento ai giovani.

Oggi vive e lavora in Brasile, dove è tornato al termine della sua missione in Terrasanta. Nel 1998 ha concesso l'autorizzazione ad un'industria brasiliana a produrre in suo nome il preparato a base di Aloe. È da qui che prende il via la storia dell' "Aloe di Padre Romano Zago", bevanda fedele alla formula originale, e commercializzata in numerosi paesi. Nello stesso anno veniva istituita la Fondazione "Fra Romano Zago", che oltre ad essere attiva nel sostegno a persone in difficoltà e nella solidarietà in genere, conduce un'intensa attività di diffusione e ricerca sui vantaggi e sulle proprietà curative dei prodotti naturali, fra cui l'Aloe ha, ovviamente, un posto di primo piano.

La ricerca di Padre Romano Zago è pubblicata sulla rivista "Terra Santa" e su altre riviste specializzate. È l'inizio della notorietà per il frate francescano e il suo elisir di lunga vita. Rientrato in Brasile nel '95, Padre Romano Zago divulga ulteriormente la sua formula, e comincia a dedicarsi in modo continuativo alla sua sperimentazione e alla cura degli ammalati più gravi e disperati. Convinto dalle numerose guarigioni straordinarie, raccoglie la sua esperienza nel libro "O cancer tem cura" ("Di cancro si può guarire", edizione italiana Adle edizioni, Padova).

LE ORIGINI DELLA RICETTA - È in Israele che Padre Romano elabora la sua scoperta. L'aloe, o Babosa, presente in abbondanti quantità nella regione, è la "materia prima" su cui egli concentra la propria attenzione, nei momenti liberi. "Conoscevo già la pianta - dichiarerà in seguito il religioso, riporta sempre il sito citato, - in Brasile, mia madre ce la dava sempre come lenitivo, quando da bambini ci ferivamo giocando o per tante piccole cose legate ai guai fisici. Ma allora non credevo che una pianta così piccola e diffusa potesse avere un potere guaritivo così grande". Mescolando il succo ricavato dalla frullatura delle foglie della pianta con semplice miele d'api e grappa, ottiene un composto dalle presunte proprietà guaritive straordinarie. 

(meglio usare un mixer che non riscalda tanto quanto il frullatore, e inoltre per chi non ama il dolce o non può ingerirlo causa diabete, può usare un terzo del miele indicato, e parlando invece dell'alcool si può benissimo usare un mezzo limone spremuto. miele e limone (o alcool) vanno aggiunti dopo aver mixerato -passatemi il termine- l'aloe)

GLI INGREDIENTI - Il particolare successo della formula è dovuto ai suoi tre ingredienti: l'aloe innanzitutto, e poi il miele e la grappa. Perché questi ingredienti, come mai miele e grappa (o cognac, o brandy) ad accompagnare le proprietà dell'aloe? "La spiegazione è semplice" dirà lo stesso Padre Romano. Ed in effetti è così. Il miele infatti, sempre che si tratti di miele d'api, naturale e non (troppo) trattato, ha la proprietà di veicolare, di condurre le sostanze curative contenute nel succo d'aloe, fino ai recettori più remoti del nostro organismo, consentendo al preparato di esercitare la sua azione benefica.
Quanto alla grappa, essa effettua un'azione di vasodilatazione, ovvero allarga i vasi sanguigni facilitando la depurazione generale dell'organismo. Il sangue può così purificarsi, eliminando le sostanze infettanti. Inoltre, l'organismo umano non sarebbe in grado di assorbire integralmente il liquido viscoso e ricco di proprietà, ovvero l'aloina, che sgorga quando si incide una pianta di aloe, senza scioglierlo in un distillato. 
 
COME SI PREPARA? LA RICETTA:
  • 350 grammi di foglie di Aloe Arborescens (non Aloe Vera Barbadensis), pari a 3-10 foglie a seconda della lunghezza
  • 350 grammi di miele naturale di qualità (non artificiale e non millefiori)
  • 10 ml di grappa, pari a un cucchiaino (non vanno bene alcool, vino, birra o liquori)
L'ideale, spiega il blog Aloe Arborescens è una pianta con foglie di 40 cm di lunghezza o più (5 anni o più), ma vanno benissimo anche piante con foglie da 20 centimetri almeno (2 anni di età). Tagliare le foglie, il gel non deve vedere mai la luce. 
Scegliere le foglie né troppo in alto perché sono troppo giovani, nè quelle troppo in basso perchè sono ingiallite e appassite. Coprirle dalla luce anche artificiale, basta metterle in un sacchetto di plastica non trasparente. Pulirle dalla polvere con uno straccio asciutto, non bagnarle con acqua. Tagliare via le spine con un coltello, lasciando tutta la buccia esterna. Tagliare a pezzetti e mettere in un frullatore insieme al miele. Quando si è ottenuta una crema verde semi-liquida, si mette in un barattolo opaco in cui non possa entrare la luce e si mette nel frigorifero (non in freezer). 

E' molto meglio però preparare barattoli più piccoli, mantenendo le proporzioni, il grande vantaggio è di avere un preparato ancora più fresco e più efficiente ogni volta. In questo caso, è bene seguire la ricetta con dosi di un terzo rispetto all'originale (120 grammi di foglie di Aloe, pari a 1-4 foglie a seconda della lunghezza; 120 grammi di miele naturale di qualità, non artificiale e non millefiori).

La grappa non è necessaria e non va mescolata nel preparato: va bevuto un cucchiaino quando si assume il preparato per dilatare i vasi. Bisogna assumere 3 di questi barattoli più piccoli di fila senza interruzione. 3 barattoli più piccoli equivalgono quindi a un barattolo grande della ricetta originale. Le dosi, come il numero delle foglie, sono indicative. Il preparato va assunto preferibilmente a stomaco vuoto per migliorare al massimo l'assorbimento dei principi attivi. 

ELISIR ANTI - CANCRO? – Lungi da noi il voler dare false speranze a chi è malato. Ovviamente non siamo medici e non possiamo accertare in alcun modo che questa ricetta faccia davvero guarire dal cancro. Nemmeno i casi di guarigione riportati sono sufficienti per fare letteratura scientifica. Resta il fatto che la ricetta di Padre Zago continua a destare interesse e clamore. Forse l'aloe da sola non basta, ma certamente è in grado di ridurre gli effetti collaterali di chemio-terapia e radio-terapia. C'è da dire, però, che con tutta probabilità nemmeno i protocolli standard bastano da soli: vanno certamente uniti a uno stile di vita e a un'alimentazione più sana. Almeno su questo tutti i medici concordano. 
Roberta Ragni

17 commenti:

  1. Dopo aver letto questo articolo mi sono immediatamente orientata verso l'aloe arborescens brasiliana(stupidamente compravo la comune aloe vera) ed ho scoperto che in commercio ci sono molti prodotti ma troppo spessi mescolati al 40% di miele con la grappa. Essendo una malata di cancro (mesotelioma alla pleura) ero riluttante all'alcol (mi accentua la tosse) pertanto leggendo altri commenti in rete ho scoperto un preparato purissimo di aloe arborescens in succo purissimo! Ebbene con questa aloe della ditta Ghignone ho ridotto significativamente la tosse e le terapie farmacologiche. Sono circa 3 mesi che assumo questo prodotto e l'ultima TAC a cui mi sono sottoposta mi ha sorpreso benevolmente. L'aloe arborescens della ditta Ghignone è molto costosa ma a mio giudizio è l'unica che mi ha fatto stare molto meglio permettendomi una buona qualità della vita! Unica nota negativa che la si deve ordinare telefonicamente poiché non si trova in erboristeria e farmacia, pertanto me la faccio spedire mensilmente. Alessandra G. - Augusta

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    1. Cara Alessandra, innanzitutto grazie per la tua testimonianza.
      Devo dire che non conosco la ditta dalla quale ti servi per acquistare il succo di aloe ma cercando sul web ho trovato un articolo interessante che qui di seguito posto:

      La TV Svizzera indaga su Gianfranco Lanza
      Venerdì 27 Gennaio 2012 05:12
      "Vi voglio segnalare un’ottima inchiesta giornalistica condotta dalla Televisione di stato Svizzera nella trasmissione Pattichiari andata in onda il 23 dicembre 2011. Si tratta della vendita di bottiglie di succo contenente Aloe arborescens vendute a 130 euro il litro, come coadiuvante a chemio-radioterapia, da un naturopata italiano: Gianfranco Lanza. La cura prevede 8 bottiglie al mese. Non esistono studi scientifici sull’efficacia del prodotto. Il “medico” non è un medico, possiede un master in Naturopatia che non è riconosciuto, conseguito in un’università di Miami, anch’essa non riconosciuta.
      Vi invito alla visione della puntata in questione: http://www.rsi.ch/pattichiari/node/2766
      Sarebbe bello vedere più trasmissioni del genere e specialmente in Italia. I miei complimenti alla Tv Svizzera."
      FONTE: http://www.scetticamente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=149:gianfranco-lanza-smascherato-dalla-rsi&catid=51:pseudomedicine&Itemid=71

      Segnalato questo articolo, esprimo la mia visione al riguardo: penso che il miglior modo di utilizzare i prodotti di pachamama sia di prepararli al momento per poter usufruire delle proprietà benefiche senza disperderle (non sto dicendo che chi le vende non le prepara nel giusto modo ma soltanto che perdono -a mio parere- gran parte delle proprietà in quanto c'è un lungo lasso di tempo tra la preparazione, l'imbottigliamento, il viaggio, ecc.). Tra l'altro voglio aggiungere che l'aloe arborescens si trova anche in Italia (parlo della pianta) e dunque non deve per forza essere brasiliana.
      Comunque sono felice per te che hai trovato la cura giusta per il tuo problema.
      Ricordando a tutti che ognuno di noi ha la possibilità di scegliere la cura personalizzata (c'è chi preferisce le gocce dello scorpione blu, chi la chemioterapia, chi l'aloe, chi ... tante sono le scelte), auguro buona scelta e buona vita.
      "meglio impiegare le proprie energie per rafforzare la salute, invece che nel combattere la malattia" (cit.)

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  2. Forse ha sbagliato su scetticamente non si fa più riferimento a quella inchiesta, forse il titolare del blog ha dovuto ritrattare essendo riferita ad una persona e non al prodotto dell'aloe stessa! Grazie dello spazio . Rossella

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  3. Ma che strano il primo commento sembra proprio un taglia e incolla di un commento pubblicato su un altro blog!
    Magia o semplicemente la ditta spaccia false testimonianze?

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  4. Articolo molto interessante.
    Può forse interessarvi questo sito che ho trovato navigando su internet e che tratta in modo approfondito di Padre Romano Zaago e dell'Aloe: http://padreromanozago.altervista.org

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  5. Ho incontrato per caso questo bellissimo blog cercando notizie sulla curcuma che incomincio ad apprezzare unendola e te' verde, zenzero e cardamomo.Nel 2001 viaggia in Italia per salutare una cugina che moriva di cancro.Comprai il libro di padre Romano Zago in Roma.Lo regalai ad un prete della cittadina portuale di Progreso.Io stessa mi scrissi la ricetta e la misi in atto sostituendo alla grappa il tequila.Usai l'aloe vera che abbanda nel mio terreno.Soffrivo da anni di noduli alle corde vocali.Dopo due o tre cure andai a controllo e l'otorino mi disse che i noduli erano ridotti al minimo.La mia risposta lo lascio' meravigliato.Da anni la ripeto ,non ho piu' abbassamenti di voce e raucedine.

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    1. Splendido risultato e ottima scelta!! Grazie per la tua testimonianza.
      La natura non fa miracoli ma ci aiuta alla grande a restare in salute e a risolvere problemi più o meno gravi..
      Buona Vita!!

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    2. PS: Grazie per questo bel complimento sul mio blog. Felice che ti piaccia e che ti sia stato utile.

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  6. merybosco@yahoo.it22 ottobre 2015 15:59

    Non comprate succhi di aloe conservati ,sono una vera frode.L'aloe e' sensibilissima alla luce ed agli agenti atmosferici ancora di piu' ai conservanti ed ai trattamenti industriali.Cercate la pianta nei giardini botanici italiani e coltivatela voi stessi.In Messico nello Yucatan questa pianta cresce spontanea e si riproduce in miriadi di piantine.

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    1. Grazie per la precisazione Mary. Anche io la penso come te: molto meglio averla in casa e usarla appena preparata.
      Buona Vita!!

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  7. Devo ammettere che nonostante l'indagine Svizzera mi sono affidata al Dr Lanza , a me si è presentato come naturopata, mi ha dimostrato grande cultura in materia di aloe, io purtroppo a Tisana avevo comprato a Febbraio dell'aloe vera , poi il preparato di Zago ma nessuna di queste formulazioni mi entusiasmavano troppo e poi...... Aloe superiore della ditta Ghignone , da quel momento in poi solo quel prodotto che per altro ho fatto analizzare da mia nipote biologa. Le analisi sono state sorprendenti , venti volte più ricco di elementi chiamati polisaccaridi , insomma ho capito che nonostante il prezzo apparentemente proibitivo era certamente la più forte per il mio cancro. A due anni dall'inizio dell'assunzione non posso fare altro che baciare la giornalista della Tv Svizzera che per curiosità mi ha fatto avvicinare a questo prodotto! A proposito del mio tumore al seno , nessun linfonodo nuovo , nessuna recidiva insomma tutto perfetto. Ogni 6 mesi mi sottopongo a controlli ad oggi tutti negativi. Nota apparentemente dolente il prezzo , per fortuna che ho un compagno estremamente facoltoso che mi coccola anche nel momento del bisogno. Complimenti per il blog

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    1. Ciao Aurelia, grazie per la tua testimonianza e per i complimenti sul blog!
      Sono contenta di sapere che i tuoi controlli risultano negativi (ip ip urra!!)
      Per quanto riguarda la scelta dell'aloe dico sempre che "nulla nella vita capita per caso" e che "ognuno di noi è unico" quindi va da se che le cure anche se naturali sono sempre personali. Con questo voglio dire che pur avendo io stessa pensato di utilizzare l'aloe (ne coltivo diverse varietà compresa l'arborescens) è lei che mi rifiuta (non prendermi per matta ma ... con le piante ci parlo!) e infatti ho intrapreso altre strade, quelle che "per caso" mi sono capitate durante il mio percorso.Inutile dirlo che ognuno ha il suo percorso in quanto ognuno ha il suo karma.
      Lunga vita e prosperità!!
      un caro saluto
      e...
      evviva la vita ^_^

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    2. Signora Aurelia ho raccolto la sua testimonianza ed ho verificato la bontà dell'aloe Ghignone, in 8 settimane la mia psoriasi decennale è sparita , mi avevano avvelenato con del cortisone. Complimenti a chi ha ideato il blog , almeno non si leggono sciocchezze. Un abbraccio mi chiamo Floriana e vivo a Ladispoli vicino Roma

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    3. eh si, decisamente il cortisone non è il massimo! pensa che a me fa vomitare (perché anche a me lo avevano prescritto ma...) nel vero senso della parola. Si, insomma, il corpo non lo vuole e lo rigetta. Felice di sapere che stai bene con la tua ex psoriasi. Grazie per i complimenti sul blog.
      Buona vita Floriana

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  8. Leggere migliora la vita , internet mi ha risvegliata dall'assopimento televisivo, anche io ero una grane consumatrice di aloe vera (buona , Zuccari) poi mi sono lasciata tentare ed ho provato più tipologie di arborescens , una con miele, l'altra frullata senza miele e l'aloe superiore della ditta torinese. Vale sempre la regola che il costo basso nasconde l'inganno infatti con i due prodotti a 40 euro per un vasetto da 750 grammi non ho ottenuto nessun giovamento poi ho comprato quel prodotto che ritenevo follemente costoso, confermo che dopo 16 giorni la mia colite ulcerosa aggravata dai diverticoli era scomparsa, non ci foste stati voi ad illuminarmi oggi sarei ancora alle prese con l'aloe vera ...eppure esiste l'aloe arborescens a prezzi improponibili ma certamente incomparabile.

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    1. Cara Mariaelena, è bello leggere del tuo risveglio dall'assopimento televisivo (concordo!), ed è bello sapere che hai trovato giovamento sia dall'Aloe e sia dalla lettura di questo blog.
      Grazie per la tua testimonianza
      Buona vita

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  9. Hello everyone, it's my first pay a quick visit at this website, and piece of writing is truly fruitful for me, keep up posting these types of articles or reviews.

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